In a different perspective we can try to write an art story like a history of places.
Every artwork needs a space – a space to be created and a space of observation; the dimension of recognition is not only a testimonial of the artist and his style, but of greater needs: of construction that itself has given shape, of people that cross it and reside it, of thinking and of social organization during a period, of ways in which has been decided to create and live in the world.
Considering a space with all its components and sharings is assuming things with a responsible outlook. The available space that may contain any vague object/thing, also if we consider its visible function, ends up revealing mechanisms of a mediocre awareness (knowledge/cognition) – even the purest situations remain alive thanks to human experiences that  take place.
A PLACE TO BE is a cycle composed of artists projects referring to space.
Different researches and points of view that are associated with the place, not on the physical level ( where the artworks are placed), but on identity terms; so that specific characters may emerge. A different  approach  of exhibiting as an encounter of a story already going on and that we continuously intend to participate, with the conscious that any new act, any new artwork, from individual to individual, is a contribution of defining the reality.
During the 2016 the first space was LATO, exhibition site and architecture studio of Luca Gambacorti.

curator: Matteo Innocenti
artists:
2016 – Enrico Vezzi,  Fabio Cresci, Paolo Parisi (in collaboration with: Luca Gambacorti)
2017 – Francesco Ozzola

 


 

In prospettiva differente potremmo provare a compilare una storia dell’arte come storia dei luoghi.
Ogni opera ha necessitato di uno spazio – spazio di creazione e spazio di osservazione; la dimensione di accoglimento non è soltanto testimone di un artista e del suo stile, ma di esigenze più ampie: del costruire che ad essa stessa ha dato forma, delle persone che l’attraversano e di chi vi risiede, del pensiero e dell’organizzazione sociale di un periodo, dei modi in cui si è deciso di formare e di abitare il mondo.
Considerare un luogo in tutte le sue componenti e per tutte le sue condivisioni è assumere un’ottica di responsabilità. L’area disponibile a contenere ogni cosa indistintamente, pur in una sua apparente utilità finisce per rivelare i meccanismi di una mediocre cognizione – anche la situazione più sterile resta in vita solo per le esperienze umane che vi avvengono.
A PLACE TO BE è un ciclo composto da progetti d’artista con riferimento allo spazio.
Differenti ricerche e punti di vista che si rapportano al luogo non quale contenitore ma in termini d’identità, per farne emergere i caratteri specifici. Un approccio differente d’esposizione come incontro con una storia già avviata e alla cui continuazione s’intende partecipare, per la coscienza che ogni nuovo atto, ogni nuova opera, da individuo a individuo, è un contributo alla definizione della realtà.
Nel corso del 2016 lo spazio di esordio del progetto è stato LATO, luogo espositivo e studio architettonico Luca Gambacorti.

curatore: Matteo Innocenti
artisti:
2016 – Enrico Vezzi,  Fabio Cresci, Paolo Parisi (in collaborazione con Luca Gambacorti)
2017 – Francesco Ozzola

 

Logo designer: Luca Gambacorti